A Cassino, nel Lazio meridionale, la strada che sale verso Montecassino attraversa uno dei sistemi archeologici più leggibili dell’Italia centrale. Qui si estende l’antica Casinum romana, oggi visitabile attraverso un percorso integrato che unisce il Museo Archeologico Nazionale Gianfilippo Carettoni e un’area archeologica all’aperto con teatro, anfiteatro, necropoli e tratti della via Latina.
Già dal primo chilometro della salita, l’ingresso del museo apre la vista sull’anfiteatro e sulla Porta Campana, offrendo un colpo d’occhio immediato sulla struttura urbana dell’antica città. Dal 2014 il complesso è gestito dalla Direzione regionale Musei del Lazio, che coordina aperture, manutenzione e attività didattiche, consentendo oggi di attraversare in continuità spazi museali e rovine all’aperto. Il risultato è un sistema unitario che restituisce la storia di una città fondata dai Volsci, passata sotto il controllo sannita e definitivamente integrata nel mondo romano a partire dal III secolo a.C.
Storia del museo e dell’area archeologica
La prima pietra del museo venne posta il 15 marzo 1966, nel ventiduesimo anniversario della distruzione di Cassino durante la Seconda guerra mondiale. I lavori, rallentati da difficoltà tecniche e finanziarie, si conclusero solo alla fine degli anni Settanta, con l’inaugurazione ufficiale nel 1979. Nel 2003 il museo fu intitolato a Gianfilippo Carettoni, archeologo che dedicò studi fondamentali a Casinum e che negli anni Trenta riportò alla luce il teatro romano.
L’edificio si sviluppa su circa 500 metri quadrati, articolati in tre sale espositive e in un lapidarium ricavato negli ambienti voltati di età romana al piano inferiore. Già nel giardino esterno sono visibili frammenti architettonici, iscrizioni funerarie e materiali provenienti dall’area urbana antica. L’area archeologica comprende mura megalitiche in opera poligonale, sostruzioni, anfiteatro, mausoleo, teatro e ninfeo, collegati da tratti di strada basolata ancora percorribili, che permettono di seguire l’impianto della città romana.
Gianfilippo Carettoni e la riscoperta del teatro romano
A partire dal 1936, Gianfilippo Carettoni condusse gli scavi del teatro romano per conto della Soprintendenza delle Antichità della Campania, allora diretta da Amedeo Maiuri. Durante le indagini emerse la celebre statua dell’eroe, capolavoro in marmo pentelico databile alla seconda metà del I secolo a.C. Conservata fino al 1938 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la statua è rientrata a Cassino solo nel 2013.
Carettoni pubblicò studi approfonditi sull’impianto urbano e sugli edifici pubblici di Casinum, contribuendo in modo decisivo alla ricostruzione della storia della città tra età repubblicana e imperiale. Il museo a lui dedicato conserva molti dei materiali da lui scavati e studiati, mantenendo vivo il legame tra ricerca archeologica e funzione pubblica del patrimonio.
Le sale del museo e i materiali esposti
La prima sala, di pianta ottagonale, raccoglie materiali che vanno dalla preistoria all’età romana. Sono esposti corredi funebri provenienti dalla necropoli di Campo di Porro e dal sepolcreto volsco di Casinum, databili tra l’VIII e il VI secolo a.C.: fibule in bronzo, armille, vaghi in ambra e pasta vitrea, lame di ferro e ceramiche d’impasto. Al centro dello spazio domina la statua dell’eroe, alta quasi due metri, raffigurante un uomo in nudità eroica con tratti fisionomici individualizzati, probabilmente appartenente alla gens Ummidia.
La seconda sala espone materiali architettonici e scultorei dal teatro e dalla necropoli di Aquinum, tra cui un letto funerario in osso decorato con figure alate, centauri e teste di cigno, databile tra III e II secolo a.C. La terza sala raccoglie iscrizioni, ceramiche a vernice nera, anfore, terre sigillate e un vaso zodiacale in marmo bianco proveniente da Aquinum. Il lapidarium conserva epigrafi dedicatorie che documentano famiglie e assetti sociali della Casinum romana.
Didattica e vita del museo
Il museo svolge un’intensa attività educativa rivolta a scuole, famiglie e gruppi. Le visite guidate accompagnano studenti e visitatori lungo un percorso che collega sale espositive e area archeologica esterna, favorendo una lettura diretta degli spazi della città antica. Durante l’anno si tengono laboratori dedicati alla ceramica, all’epigrafia latina e alle tecniche costruttive romane.
Il museo collabora stabilmente con l’Università di Cassino e con istituti scolastici del territorio, ospitando tirocini formativi e progetti di alternanza scuola-lavoro. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, l’area archeologica è spesso aperta in orario serale, permettendo di visitare teatro e anfiteatro illuminati, accompagnati da operatori specializzati.
Il percorso archeologico esterno
Uscendo dal museo si accede a un percorso che collega tutti i principali monumenti dell’antica Casinum. Le mura megalitiche in opera poligonale delimitavano un perimetro urbano di circa 4,5 chilometri, estendendosi fino alla cima di Montecassino e allo sperone di Rocca Janula. La via Latina, lastricata in calcare, attraversava longitudinalmente la città ed usciva dalla Porta Campana, ancora oggi visibile con il lastricato segnato dalle ruote dei carri.
L’anfiteatro, databile all’età giulio-claudia, poteva accogliere circa 4.000 spettatori distribuiti su dodici gradinate. Il teatro, costruito in età augustea, conserva la cavea divisa in settori, la scena con tre porte e i portici retrostanti. Il mausoleo di Ummidia Quadratilla, della metà del I secolo d.C., fu trasformato in chiesa nell’XI secolo. Il Ninfeo Ponari, risalente al I secolo a.C., presenta pareti decorate con mosaici rustici e pavimenti in scutulatum.
Casinum leggibile oggi
L’area archeologica di Cassino consente di comprendere con chiarezza l’organizzazione di una città romana tra funzioni civili, religiose, funerarie e di svago. Teatro e anfiteatro raccontano la vita pubblica, le necropoli restituiscono riti e strutture sociali, mura e porte illustrano il controllo del territorio. Il museo raccoglie i materiali provenienti da questi spazi, rendendo possibile un confronto diretto tra scavo, reperto e contesto urbano.
Camminare lungo la via Latina, attraversare la Porta Campana o salire sulle gradinate dell’anfiteatro significa verificare direttamente quanto documentato nelle sale museali. L’intitolazione a Gianfilippo Carettoni ricorda che la conoscenza di Casinum è il risultato di decenni di ricerca archeologica sistematica, oggi accessibile a studenti, famiglie, visitatori e studiosi.


